Al Mobile World Congress Xiaomi porta anche un nuovo “obiettivo” pensato per connettersi gli smartphone, un kit che dovrebbe avvicinarne le prestazioni a quelle delle fotocamere tradizionali.
Non solo Xiaomi 15 Ultra (di cui vi parlerò in maniera approfondita fra qualche giorno), il futuro della fotografia mobile potrebbe essere un ritorno al passato. Alcuni anni fa Sony presentò un paio di aggiuntivi ottici per smartphone che si agganciavano tramite una staffa e si collegavano tramite Bluetooth: Sony QX10, con sensore da 1/2.3” e 18 Mpxl con obiettivo 25-250mm F3.3-5.9, e QX100, con sensore da 1″ e 20 Mpxl con obiettivo 28-100mm F1.8-4.9. Esperimento abbandonato nel 2015 per una serie di criticità. Oggi Xiaomi ripensa a quel progetto rivedendone alcuni dei suoi punti deboli, un prototipo (non ancora una realtà) che potrebbe essere una realtà un domani o anche solo un esercizio di stile viste le potenzialità fotografiche dei suoi flagship. A questo accessorio non serve una staffa, si collega magneticamente al retro del device.
Le informazioni sul suo controllo passano attraverso due piccoli pin. Questo prototipo è dotato di un sensore Micro Quattro Terzi, qui con risoluzione da 100 Mpxl accoppiato ad un’ottica 35mm F1.4, e può essere comandato tramite l’interfaccia dello smartphone: ad ora è in grado di agganciare i soggetti in AF oppure di regolare la messa a fuoco manualmente tramite una ghiera molto fluida posta sul fronte del barilotto.
Una fase embrionale insomma, resta il fatto che il sistema in sé per sé è molto interessante perché potrebbe aprire a nuovi scenari anche grazie alla partnership con Leica. E se un domani arrivasse un innesto per ottiche serie L? Magari con sensore integrato e aggiornamento software per comunicare con le ottiche L-Mount. Non sarebbe impensabile.